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XIV FLORENCE BIENNALE: Daniel Fiallegas

Si presenta estremamente ricco il programma della XIV Florence Biennale. Mostra internazionale di arte contemporanea e design, che si terrà alla Fortezza da Basso di Firenze, dal 14 al 22 ottobre prossimi. Il tema della manifestazione – “I Am You. Individual and Collective Identities in Contemporary Art and Design” – è incentrato sui concetti di identità individuali e collettive, nelle loro molteplici accezioni filosofiche, psicologiche, sociologiche e culturali; un tema che evidentemente si è rivelato molto stimolante in quanto questa edizione di Florence Biennale registraoltre 600 partecipanti provenienti da 84 nazioni di tutti e cinque i continenti.

Fra questi c’è Daniel Fiallegas nato a Buenos Aires, in Argentina, nel 1953.

Ammiratore dei grandi maestri, nel 2011 ha ripreso la sua passione per la pittura, latente fin dall’infanzia, per l’altra sua passione: l’aviazione.

Un artista autodidatta alle prime armi. Durante la sua formazione passò agli atelier di Claudia Lentino, Claudia Keen e in particolare del suo ammirato e Gran Maestro Argentino Jorge Frasca.

Il suo lavoro si è concentrato su motivi ispirati all’interazione dell’uomo con la campagna e i paesaggi rurali. Sono luoghi dove trova una meravigliosa ampiezza, tranquillità e tranquillità.

Ma Fiallegas ha un punto di vista fuori dal comune: quello di un aviatore che ora, trasformato in pittore, ha riversato sulle sue tele la memoria di qualcuno che nel corso della sua vita ha solcato l’immensità dei cieli.

Il suo impegno artistico lo ha portato a partecipare a numerose mostre, a ricevere premi e menzioni e a promuovere i suoi dipinti negli Stati Uniti e in Europa.

MEMORIA CONCETTUALE
L’esistenza di un paesaggio non basta a se stessa con la semplice presenza di ciò che di solito è inteso come natura. È ineludibile un osservatore e un punto di vista; è indispensabile un modo di vedere che sublimandosi nel gesto dia un senso a tutto ciò che si vede davanti a sé, che è anche un filo intermedio di un affetto che diventerà esperienza “All’alba e all’alba II, della serie i miei cieli”” ha un punto di vista fuori dal comune prodotto dell’esperienza dell’artista come pilota di aviazione professionista.
Questo valore aggiunto fa si che in quest’opera la concezione dello spazio aereo significhi una rottura con la tradizionale tradizione paesaggistica accademica o con l’iperrealismo della fine del XX secolo.
In essa non solo è stata invertita la direzione dello sguardo ma anni di certezze già consolidate. La nozione di vuoto assume qui, nello spostamento attraverso il cielo, un’ importanza fondamentale perché non ha la sicurezza che la linea dell’orizzonte dava agli antichi artisti.
L’acrilico come materiale di espressione per il paesaggio aereo è il risultato di una scelta personale poiché la sua nobiltà e immediatezza permette di catturare le prime sensazioni che emanano da una soggettività attraverso il pennello, e nella costanza dell’esercizio pittorico diventa essenziale per trasmettere tutta la grandezza, l’ampiezza e la serenità che i cieli ispirano.